La pirateria cinematografica vale 600 milioni per anno

«La pirateria vale, con un calcolo prudente, 600 milioni di euro l’anno contro un fatturato totale del cinema e dell’home video di un miliardo e 700 milioni; più del 30%, insomma».

Intervistato da ‘Il Giorno’ Riccardo Tozzi, presidente Anica, evidenzia la grande pericolosità della pirateria e chiede provvedimenti più forti contro questo reato: «Negli Stati Uniti così come in Inghilterra e in Francia le leggi sono molto severe. Noi, come Anica, abbiamo proposto una soluzione molto più ‘aperta’, contenuta nella proposta di delibera formulata dall’Agcom».

Un provvedimento – non ancora approvato - che, però, è stato depotenziato. Inizialmente si prevedeva che fosse l’Agcom e non la giustizia italiana a occuparsi della pirateria cinematografica bloccando e chiudendo i siti commerciali che diffondono contenuti coperti da copyright per intero: «Accettiamo di non includere nella lista i frammenti di film ma se un sito vende pubblicità grazie al fatto che mette in Rete film rubati è un reato criminale. Adesso, però, l’Agcom ha escluso dal suo raggio di azione i siti stranieri: il che vuol dire la quasi totalità dei siti. Eppure la nostra era una posizone molto ‘morbida’ che non prevedeva sanzioni ai singoli utenti, come per esempio accade in Francia».

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